MUSICA

Qui trovi le mie composizioni ed i miei arrangiamenti musicali.

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Cenerentola

Cenerentola

Cenerentola

Balletto classico in tre atti tratto dall’omonima fiaba di Charles Perrault

Balletto classico in tre atti tratto dall’omonima fiaba di Charles Perrault

Con la massima trasparenza: questa pagina nasce principalmente per ovvie ragioni promozionali legate alla mia attività musicale, ed è inevitabilmente avvolta da una buona dose di orgoglio per “Cenerentola”, un balletto classico che ho composto e orchestrato nel 2025.

Da buon siciliano a tratti un po' barocco, ho scritto questo testo per fare concorrenza ai migliori romanzi Harmony, autoconvincendomi che fosse il mio diario segreto e non pienamente consapevole del fatto che, invece, si tratta di una pagina internet pubblica.

È una parentesi, anche piuttosto lunga, dichiaratamente autocelebrativa che spero vorrete concedermi, indipendentemente dall'indice di gradimento generale. Indipendentemente da chi, quando e dove. Per me è un simbolo. É la mia opera prima per lo spettacolo musicale. La mia prima volta.

Non ho alcuna voglia e intenzione di scrivere un inno a me stesso, anzi, leggerai più avanti che piuttosto, è tutto il contrario. Ho imparato però a volermi bene, ad essere felice per i miei risultati, piccoli o grandi che siano e questo è l'unico spazio che ho per poter scrivere senza "badare a spese".

Tuttavia ritengo necessario fermarmi a riflettere con altrettanto spirito critico e lucidità.
Vorrei lasciare scritto qualcosa che possa diventare, anche solo in modo lieve, uno spunto di riflessione per chi, come me, vive di musica e arte.

Il pubblico vuole semidei, persone costruite e idealizzate. Forti, infallibili, tirate a lucido.
Qui sei nel posto sbagliato. Vado in giro con le stesse scarpe da due anni, in evidente sovrappeso e con una serie di manie psichiatriche ancora in corso di revisione.

Decine, centinaia di musicisti compositori. Bravi, capaci, più bravi, più capaci.
Ho un carattere molto forte e soffro molte cose, ma non la timidezza, la paura o timore di non essere all’altezza. Eppure ho visto sgretolarsi ogni spavalderia.

Ho trascorso tre mesi chiuso in una stanza, a Catania principalmente. Da Agosto ad Ottobre 2025. Divano letto, pane siciliano, due (forse tre) pizze a settimana, Ketoprofene al bisogno e una passeggiata in giardino ogni due tre ore. Un giorno ero soddisfatto, il giorno dopo cestinavo tutto. Ho tentato qualsiasi strada. Nella disperazione del vuoto ho persino chiesto a ChatGPT e similari di scrivere un tema per le "sorellastre": il brano di OTTO minuti, (te lo metto in fondo alla pagina così lo ascolti con calma, nascosto vicino al footer) inizia con degli archi impazziti, a caso. Il risultato era talmente disastroso che il corpo di ballo avrebbe probabilmente chiamato forze dell’ordine e sindacati entro venti secondi. Non era la strada.

Di colpo inizia un esorcismo.
Intelligenza artificiale, sei una risorsa enorme, ma con la musica classica ancora non siamo perfettamente in tiro.
Magari tra qualche anno ci riproviamo.

Frugavo ovunque in cerca di pdf con “giri armonici”, su siti di ogni parte del mondo. Rileggevo manuali di orchestrazione per assicurarmi che i musicisti non mi avrebbero lanciato addosso persino i leggii. Adler, Piston, Rimisky, piu ripassavo più mi fermavo. Più ascoltavo più ci rinunciavo. Era qualcosa più grande di me. Non avevo le competenze e le conoscenze necessarie. Non avevo l'esperienza sufficiente. Chiamavo chiunque cercando un conforto sincero e pensavano li chiamassi per fare il figo, come quelli che non studiano e prendono dieci.

Ho riaperto vecchi file scritti a diciannove anni, mentre Tenebra, il mio gatto, dopo quasi dodici anni di vita, aveva finalmente deciso di dormire su di me. Non lo aveva mai fatto prima.

Caterina, direttrice di Tam Ballet, coreografa dello spettacolo e mia personalissima Fata Madrina, in grado di donare abiti, carrozze principi e principesse che durano ben oltre la mezzanotte, mi ha proposto tutto a inizio luglio. Ero in Trentino con il Campus Estivo di Scuola di Musica MC. Ho accettato subito per un solo motivo: fare un regalo ai miei genitori.
Per il tempo, il denaro, la fatica e l’impegno di aver cresciuto un bambino strano, diverso. Per la paziente “rottura” di accompagnarmi quattro volte a settimana in Conservatorio. Nessuno di loro è musicista e anzi, non so quanto la musica possa apprezzare un eventuale loro "contributo pratico". Sono persone normali, semplici, che hanno costruito una vita intera dal niente. Non avrei mai potuto permettere che se ne andassero senza aver ricevuto questa piccola felicità. Ho scritto quasi tutto sul pianoforte comprato da mia zia nel 1999, con accanto la fisarmonica ormai intaccata dai tarli, pagata da mio zio solo per sentirmi suonare i canti della "novena siciliana" a Natale.

Dentro “Cenerentola” ci sono tante persone. C’è Rosalba, una mia amica, che non vedo l’ora di rivedere per chiederle cosa ne pensa del “Gran Valzer” che le ho dedicato. C’è il mio sdegno più profondo verso un sistema artistico che, in Sicilia come altrove, è solo apparentemente meritocratico ma spesso clientelare e corrotto, racchiuso nel tema in cui la Matrigna illude una ragazza che desidera soltanto andare a un ballo. C’è la mia prima videocassetta, “Il Re Leone”; c’è il primo concerto di pianoforte con la Danza Ungherese n. 5 di Johannes Brahms; c’è l’Ave Verum Corpus di W. A. Mozart, con la sua straordinaria potenza in grado di addolcire persino il momento della morte. C’è Prokof’ev, per guadagnarmi la sua misericordia. Ci sono ricordi e tanti “autoplagi” da un paio di brani che avevo scritto a vent’anni: insomma, uno scenografico buffet che, se prendi il giusto, è tutto ok; se ne prendi troppo, triage assicurato.

Da quasi fastidio per quanto possa sembrare scontato, ma la storia è soltanto una; finché avete del tempo, vi prego, trovate il modo di sognare ad occhi aperti almeno una volta al giorno. Basta restare seduti e immaginare. Un'opera musicale, una nuova casa, un nuovo lavoro, dei nuovi amici, una festa a sorpresa, una gita, una nuova ricetta in cucina. Sognate. Vi prego.

Io oggi sono felice, e se dovessi tornare per sempre nella mia campagna a Castiglione di Sicilia, trascorrendo il futuro nella semplicità di una vita dedicata all'abbeveramento ortofrutticolo, saprò sempre, dentro di me, di aver debuttato nella musica con un balletto classico. A Milano. Per Tam Ballet. La compagnia stabile del Teatro Arcimboldi. Il valore di questo ricordo non ha prezzo.

Non ho rimpianti. Non ho più paura. Almeno oggi.

Le esperienze, per fortuna, sono diverse e soggettive. Io, ahimè, devo raccontarti la mia.

Durante gli anni in conservatorio a Catania, la musica era sempre la stessa: le parole dell'insegnante erano oracolo dell'eterno. Un esercito di Barenboim che coltivava i suoi allievi prediletti. Mi era sconsigliato di dedicarmi ad attività considerate una "perdita di tempo". Venivo rimproverato perché il pomeriggio facevo teatro, perché suonavo (anche) quello che mi piaceva invece di limitarmi esclusivamente al programma di studio. Era sempre tutto sbagliato. Era sempre tutto fatto male, e quando andava meglio "beh, poteva andare peggio."
Quella sensazione alla bocca dello stomaco riesco a sentirla ancora oggi a distanza di quindici anni.

Dopo una gloriosa ammissione, senza necessità di tangenti, in cima alle graduatorie dell'intera provincia, la mia prima lezione, quando avevo nove anni, si concluse con un giudizio lusinghiero: fui indicato come il peggiore della classe. Le mie sonatine di Kuhlau, nuove di zecca, pagate un accidenti dai miei genitori, fecero un volo di tre metri attraversando l'aula. Le raccolsi, strappate esattamente al centro, e tornai a casa.

All'ennesimo lancio, dopo più di millecinquecento ore di volo che, in altri contesti, avrebbero già abilitato alle tratte commerciali, all'ennesimo strappo, piansi un'ultima volta, a casa, nel corridoio, intorno alle quattro e mezza del pomeriggio.
Il mio percorso, finalmente, era terminato.

Col senno di poi, dopo anni di assoluto silenzio e strati di polvere accumulata sui tasti, ho capito semplicemente che quella era una classe di pianoforte (buongiorno) ed io, altrettanto semplicemente, non ero un pianista. Le variazioni di Mendelssohn, che tanto adoro, le lascio suonare a chi sa suonarle decisamente meglio di me. Ero semplicemente un camionista in una classe di tassisti. Un ortopedico davanti ad una valvola mitrale da sostituire.
Purtroppo però, il danno era esteso. Mi avevano convinto: non valevo niente.
La musica, nella sua totalità e senza ombra di fraintendimenti, era qualcosa da cui star lontani.

Fine dell'auto-intervista.

Stai aspettando il colpo di scena da film americano? Il riscatto strappalacrime dove io, dal centro del palco, punto il dito contro i fantasmi del passato dicendo:
“Visto? Sono un genio! Avevate torto!”?

Che ridere. Esiste a malapena un inizio e tu pensi di leggere un finale? Non esiste ancora niente, e se proprio devo essere onesto, non sono nemmeno capace di inventarmi qualcosa che suoni credibile.

Il vero finale, quello definitivo, lo sentirai gracchiare dalle casse di una chiesetta di campagna, tra l'odore di incenso (budget permettendo), tre, quattro persone e il mio sarcofago piazzato proprio lì in mezzo.
Solo allora sapremo com'è andata a finire davvero. Chiedo solo di evitare Albinoni, Frank e similari. Preferisco un "Ahi Nà Mà" nella versione di Poncho Sanchez.

Ad ogni modo, se vuoi un finale, per ora, accontentati di quello che ho scritto per il balletto. Facciamo che, per questa volta, la musica di Cenerentola si prende il disturbo di chiudere il cerchio al posto mio.

Io adesso mi allontano un attimo. Devo andare a comprare un paio di scarpe nuove: ne ho persa una durante una serata e, capirai bene, andare in giro zoppicando non aiuta.
A presto.
Con la massima trasparenza: questa pagina nasce principalmente per ovvie ragioni promozionali legate alla mia attività musicale, ed è inevitabilmente avvolta da una buona dose di orgoglio per “Cenerentola”, un balletto classico che ho composto e orchestrato nel 2025.

Da buon siciliano a tratti un po' barocco, ho scritto questo testo per fare concorrenza ai migliori romanzi Harmony, autoconvincendomi che fosse il mio diario segreto e non pienamente consapevole del fatto che, invece, si tratta di una pagina internet pubblica.

È una parentesi, anche piuttosto lunga, dichiaratamente autocelebrativa che spero vorrete concedermi, indipendentemente dall'indice di gradimento generale. Indipendentemente da chi, quando e dove. Per me è un simbolo. É la mia opera prima per lo spettacolo musicale. La mia prima volta.

Non ho alcuna voglia e intenzione di scrivere un inno a me stesso, anzi, leggerai più avanti che piuttosto, è tutto il contrario. Ho imparato però a volermi bene, ad essere felice per i miei risultati, piccoli o grandi che siano e questo è l'unico spazio che ho per poter scrivere senza "badare a spese".

Tuttavia ritengo necessario fermarmi a riflettere con altrettanto spirito critico e lucidità.
Vorrei lasciare scritto qualcosa che possa diventare, anche solo in modo lieve, uno spunto di riflessione per chi, come me, vive di musica e arte.

Il pubblico vuole semidei, persone costruite e idealizzate. Forti, infallibili, tirate a lucido.
Qui sei nel posto sbagliato. Vado in giro con le stesse scarpe da due anni, in evidente sovrappeso e con una serie di manie psichiatriche ancora in corso di revisione.

Decine, centinaia di musicisti compositori. Bravi, capaci, più bravi, più capaci.
Ho un carattere molto forte e soffro molte cose, ma non la timidezza, la paura o timore di non essere all’altezza. Eppure ho visto sgretolarsi ogni spavalderia.

Ho trascorso tre mesi chiuso in una stanza, a Catania principalmente. Da Agosto ad Ottobre 2025. Divano letto, pane siciliano, due (forse tre) pizze a settimana, Ketoprofene al bisogno e una passeggiata in giardino ogni due tre ore. Un giorno ero soddisfatto, il giorno dopo cestinavo tutto. Ho tentato qualsiasi strada. Nella disperazione del vuoto ho persino chiesto a ChatGPT e similari di scrivere un tema per le "sorellastre": il brano di OTTO minuti, (te lo metto in fondo alla pagina così lo ascolti con calma, nascosto vicino al footer) inizia con degli archi impazziti, a caso. Il risultato era talmente disastroso che il corpo di ballo avrebbe probabilmente chiamato forze dell’ordine e sindacati entro venti secondi. Non era la strada.

Di colpo inizia un esorcismo.
Intelligenza artificiale, sei una risorsa enorme, ma con la musica classica ancora non siamo perfettamente in tiro.
Magari tra qualche anno ci riproviamo.

Frugavo ovunque in cerca di pdf con “giri armonici”, su siti di ogni parte del mondo. Rileggevo manuali di orchestrazione per assicurarmi che i musicisti non mi avrebbero lanciato addosso persino i leggii. Adler, Piston, Rimisky, piu ripassavo più mi fermavo. Più ascoltavo più ci rinunciavo. Era qualcosa più grande di me. Non avevo le competenze e le conoscenze necessarie. Non avevo l'esperienza sufficiente. Chiamavo chiunque cercando un conforto sincero e pensavano li chiamassi per fare il figo, come quelli che non studiano e prendono dieci.

Ho riaperto vecchi file scritti a diciannove anni, mentre Tenebra, il mio gatto, dopo quasi dodici anni di vita, aveva finalmente deciso di dormire su di me. Non lo aveva mai fatto prima.

Caterina, direttrice di Tam Ballet, coreografa dello spettacolo e mia personalissima Fata Madrina, in grado di donare abiti, carrozze principi e principesse che durano ben oltre la mezzanotte, mi ha proposto tutto a inizio luglio. Ero in Trentino con il Campus Estivo di Scuola di Musica MC. Ho accettato subito per un solo motivo: fare un regalo ai miei genitori.
Per il tempo, il denaro, la fatica e l’impegno di aver cresciuto un bambino strano, diverso. Per la paziente “rottura” di accompagnarmi quattro volte a settimana in Conservatorio. Nessuno di loro è musicista e anzi, non so quanto la musica possa apprezzare un eventuale loro "contributo pratico". Sono persone normali, semplici, che hanno costruito una vita intera dal niente. Non avrei mai potuto permettere che se ne andassero senza aver ricevuto questa piccola felicità. Ho scritto quasi tutto sul pianoforte comprato da mia zia nel 1999, con accanto la fisarmonica ormai intaccata dai tarli, pagata da mio zio solo per sentirmi suonare i canti della "novena siciliana" a Natale.

Dentro “Cenerentola” ci sono tante persone. C’è Rosalba, una mia amica, che non vedo l’ora di rivedere per chiederle cosa ne pensa del “Gran Valzer” che le ho dedicato. C’è il mio sdegno più profondo verso un sistema artistico che, in Sicilia come altrove, è solo apparentemente meritocratico ma spesso clientelare e corrotto, racchiuso nel tema in cui la Matrigna illude una ragazza che desidera soltanto andare a un ballo. C’è la mia prima videocassetta, “Il Re Leone”; c’è il primo concerto di pianoforte con la Danza Ungherese n. 5 di Johannes Brahms; c’è l’Ave Verum Corpus di W. A. Mozart, con la sua straordinaria potenza in grado di addolcire persino il momento della morte. C’è Prokof’ev, per guadagnarmi la sua misericordia. Ci sono ricordi e tanti “autoplagi” da un paio di brani che avevo scritto a vent’anni: insomma, uno scenografico buffet che, se prendi il giusto, è tutto ok; se ne prendi troppo, triage assicurato.

Da quasi fastidio per quanto possa sembrare scontato, ma la storia è soltanto una; finché avete del tempo, vi prego, trovate il modo di sognare ad occhi aperti almeno una volta al giorno. Basta restare seduti e immaginare. Un'opera musicale, una nuova casa, un nuovo lavoro, dei nuovi amici, una festa a sorpresa, una gita, una nuova ricetta in cucina. Sognate. Vi prego.

Io oggi sono felice, e se dovessi tornare per sempre nella mia campagna a Castiglione di Sicilia, trascorrendo il futuro nella semplicità di una vita dedicata all'abbeveramento ortofrutticolo, saprò sempre, dentro di me, di aver debuttato nella musica con un balletto classico. A Milano. Per Tam Ballet. La compagnia stabile del Teatro Arcimboldi. Il valore di questo ricordo non ha prezzo.

Non ho rimpianti. Non ho più paura. Almeno oggi.

Le esperienze, per fortuna, sono diverse e soggettive. Io, ahimè, devo raccontarti la mia.

Durante gli anni in conservatorio a Catania, la musica era sempre la stessa: le parole dell'insegnante erano oracolo dell'eterno. Un esercito di Barenboim che coltivava i suoi allievi prediletti. Mi era sconsigliato di dedicarmi ad attività considerate una "perdita di tempo". Venivo rimproverato perché il pomeriggio facevo teatro, perché suonavo (anche) quello che mi piaceva invece di limitarmi esclusivamente al programma di studio. Era sempre tutto sbagliato. Era sempre tutto fatto male, e quando andava meglio "beh, poteva andare peggio."
Quella sensazione alla bocca dello stomaco riesco a sentirla ancora oggi a distanza di quindici anni.

Dopo una gloriosa ammissione, senza necessità di tangenti, in cima alle graduatorie dell'intera provincia, la mia prima lezione, quando avevo nove anni, si concluse con un giudizio lusinghiero: fui indicato come il peggiore della classe. Le mie sonatine di Kuhlau, nuove di zecca, pagate un accidenti dai miei genitori, fecero un volo di tre metri attraversando l'aula. Le raccolsi, strappate esattamente al centro, e tornai a casa.

All'ennesimo lancio, dopo più di millecinquecento ore di volo che, in altri contesti, avrebbero già abilitato alle tratte commerciali, all'ennesimo strappo, piansi un'ultima volta, a casa, nel corridoio, intorno alle quattro e mezza del pomeriggio.
Il mio percorso, finalmente, era terminato.

Col senno di poi, dopo anni di assoluto silenzio e strati di polvere accumulata sui tasti, ho capito semplicemente che quella era una classe di pianoforte (buongiorno) ed io, altrettanto semplicemente, non ero un pianista. Le variazioni di Mendelssohn, che tanto adoro, le lascio suonare a chi sa suonarle decisamente meglio di me. Ero semplicemente un camionista in una classe di tassisti. Un ortopedico davanti ad una valvola mitrale da sostituire.
Purtroppo però, il danno era esteso. Mi avevano convinto: non valevo niente.
La musica, nella sua totalità e senza ombra di fraintendimenti, era qualcosa da cui star lontani.

Fine dell'auto-intervista.

Stai aspettando il colpo di scena da film americano? Il riscatto strappalacrime dove io, dal centro del palco, punto il dito contro i fantasmi del passato dicendo:
“Visto? Sono un genio! Avevate torto!”?

Che ridere. Esiste a malapena un inizio e tu pensi di leggere un finale? Non esiste ancora niente, e se proprio devo essere onesto, non sono nemmeno capace di inventarmi qualcosa che suoni credibile.

Il vero finale, quello definitivo, lo sentirai gracchiare dalle casse di una chiesetta di campagna, tra l'odore di incenso (budget permettendo), tre, quattro persone e il mio sarcofago piazzato proprio lì in mezzo.
Solo allora sapremo com'è andata a finire davvero. Chiedo solo di evitare Albinoni, Frank e similari. Preferisco un "Ahi Nà Mà" nella versione di Poncho Sanchez.

Ad ogni modo, se vuoi un finale, per ora, accontentati di quello che ho scritto per il balletto. Facciamo che, per questa volta, la musica di Cenerentola si prende il disturbo di chiudere il cerchio al posto mio.

Io adesso mi allontano un attimo. Devo andare a comprare un paio di scarpe nuove: ne ho persa una durante una serata e, capirai bene, andare in giro zoppicando non aiuta.
A presto.

Antonio Ignoto

Questa è la prima bozza al pianoforte, si sente molto male,

ma è una registrazione audio acquisita con il cellulare poggiato sul bordo della tastiera elettronica.

Questa è la prima bozza al pianoforte, si sente molto male, ma è una registrazione audio acquisita con il cellulare poggiato sul bordo della tastiera elettronica.

Una partitura originale, pensata fin dall’inizio per dialogare intimamente con la danza

Una partitura originale, pensata fin dall’inizio per dialogare intimamente con la danza

Una partitura originale, pensata fin dall’inizio per dialogare intimamente con la danza

Ogni personaggio ha un proprio tema riconoscibile, che si trasforma insieme alla storia: la delicatezza introspettiva di Cenerentola, la matrigna e le sue figlie, la Fata Madrina, speranza di felicità, il passo fiero ma ingenuo del Principe. Ho cercato un linguaggio chiaro, immediato, melodico, tonale, capace di parlare tanto ai più piccoli quanto agli adulti, senza rinunciare a sfumature orchestrali e a momenti di vera liricità.

Gli omaggi sono doverosamente dichiarati.

Da Mozart a Brahms fino a Gene de Paul. Passando dai brandeburghesi di Bach alla narrazione quasi cinematografica di alcuni momenti

tra la Matrigna e Cenerentola.

Ogni personaggio ha un proprio tema riconoscibile, che si trasforma insieme alla storia: la delicatezza introspettiva di Cenerentola, la matrigna e le sue figlie, la Fata Madrina, speranza di felicità, il passo fiero ma ingenuo del Principe. Ho cercato un linguaggio chiaro, immediato, melodico, tonale, capace di parlare tanto ai più piccoli quanto agli adulti, senza rinunciare a sfumature orchestrali e a momenti di vera liricità. Gli omaggi sono doverosamente dichiarati. Da Mozart a Brahms fino a Gene de Paul. Passando dai brandeburghesi di Bach alla narrazione quasi cinematografica di alcuni momenti tra la Matrigna e Cenerentola.

Ogni personaggio ha un proprio tema riconoscibile, che si trasforma insieme alla storia: la delicatezza introspettiva di Cenerentola, la matrigna e le sue figlie, la Fata Madrina, speranza di felicità, il passo fiero ma ingenuo del Principe. Ho cercato un linguaggio chiaro, immediato, melodico, tonale, capace di parlare tanto ai più piccoli quanto agli adulti, senza rinunciare a sfumature orchestrali e a momenti di vera liricità. Gli omaggi sono doverosamente dichiarati. Da Mozart a Brahms fino a Gene de Paul. Passando dai brandeburghesi di Bach alla narrazione quasi cinematografica di alcuni momenti tra la Matrigna e Cenerentola.

Tam Ballet, la compagnia stabile del Teatro Arcimboldi

Tam Ballet, la compagnia stabile del Teatro Arcimboldi

Tam Ballet, la compagnia stabile del Teatro Arcimboldi

Fondata nel 2024 dalla visione artistica di Gianmario Longoni e sotto la direzione di Caterina Calvino Prina, la compagnia nasce grazie al sostegno e all’impegno del TAM Teatro Arcimboldi Milano, che ne diventa la casa stabile e il cuore pulsante delle attività. La compagnia si pone come obiettivo primario quello di valorizzare i giovani danzatori italiani, offrendo loro un palcoscenico d’eccellenza per esprimere tecnica, creatività e talento, e portare in scena i grandi capolavori del repertorio classico insieme a progetti innovativi.

Caro Sergej: tu Prokof'ev,

io ignoto.

Caro Sergej: tu Prokof'ev,

io ignoto.

Caro Sergej: tu Prokof'ev,

io ignoto.

Ho vissuto una responsabilità che va oltre ogni logica.

Il balletto classico è un territorio sacro, solcato dai grandi sovrani della musica che ne hanno indicato la via.

In cartellone "Lago dei Cigni" di Tchaikovsky e lo spettacolo dopo "Cenerentola" di Antonio Ignoto.

Ho riso, ma c'era da piangere. Quando ho chiuso l'ultimo brano però, nel mio soppalco/laboratorio/officina a Milano, ho provato l'ebrezza del mio primo pianto liberatorio. Avevo finito. Funzionava.

L'opera era viva di fronte a me.

Ho vissuto una responsabilità che va oltre ogni logica.

Il balletto classico è un territorio sacro, solcato dai grandi sovrani della musica che ne hanno indicato la via.

In cartellone "Lago dei Cigni" di Tchaikovsky e lo spettacolo dopo "Cenerentola" di Antonio Ignoto.

Ho riso, ma c'era da piangere. Quando ho chiuso l'ultimo brano però, nel mio soppalco/laboratorio/officina a Milano, ho provato l'ebrezza del mio primo pianto liberatorio. Avevo finito. Funzionava.

L'opera era viva di fronte a me.

"Ispirazione disneyana e musiche di un giovane autore nella nuova «Cenerentola» del Tam Ballet"

"Ispirazione disneyana e musiche di un giovane autore nella nuova «Cenerentola» del Tam Ballet"

Corriere della Sera

"Ispirazione disneyana e musiche di un giovane autore nella nuova «Cenerentola» del Tam Ballet"

Corriere della Sera

"Tutto prende vita sulle note brillanti ed evocative di Antonio Ignoto, che accompagnano l’intero balletto con una partitura fresca e suggestiva che riesce a dare voce alle emozioni più intime della fiaba."

"Tutto prende vita sulle note brillanti ed evocative di Antonio Ignoto, che accompagnano l’intero balletto con una partitura fresca e suggestiva che riesce a dare voce alle emozioni più intime della fiaba."

Gazzetta di Milano

La partitura originale del giovane Antonio Ignoto, si rivela coraggiosa e funzionale: una scrittura musicale filmografica, con ampie aperture liriche, momenti incalzanti di tensione, e una tavolozza orchestrale che rievoca suggestioni da cinema europeo degli anni '60, restituendo un ascolto che alterna evocazione fiabesca a ironia leggera.

La partitura originale del giovane Antonio Ignoto, si rivela coraggiosa e funzionale: una scrittura musicale filmografica, con ampie aperture liriche, momenti incalzanti di tensione, e una tavolozza orchestrale che rievoca suggestioni da cinema europeo degli anni '60, restituendo un ascolto che alterna evocazione fiabesca a ironia leggera.

Artists and Band

Puoi approfondire con tutti gli articoli che trovi sul web.
Te ne lascio alcuni qui!

Puoi approfondire con tutti gli articoli che trovi sul web.
Te ne lascio alcuni qui!

Qui trovi una piccola selezione di altri brani che ho composto alcuni dei quali a cui sono molto affezionato.

Qui trovi una piccola selezione di altri brani che ho composto, alcuni dei quali mi sono particolarmente cari.

Campus Estivo Musicale 2025

Nuovo tema con integrazioni del vecchio nella seconda metà della composizione. L'avventura musicale è alla base del lavoro.

Campus Estivo Musicale 2024

Energia, ritmo, estate.
Composta e arrangiata su base Video per un sync perfetto.
Per Scuola di Musica MC

Energia, ritmo, estate.
Composta e arrangiata su base Video per un sync perfetto. Per Scuola di Musica MC

Campus Estivo Musicale 2023

Variazioni su tema 2022, che rievoca e contemporaneamente proietta al futuro sul finale. Per Scuola di Musica MC

Prometeia Appia

Per la multinazionale Prometeia, un tema pieno di speranza a supporto di un prodotto sui costi delle materie prime.

Chi sono io padre?

Overture per lo spettacolo "Close to me". Sonorità etniche con armonie occcidentali. Un doloroso viaggio verso la libertà

Sonorità etniche si intrecciano con armonie occidentali: un doloroso viaggio verso la libertà in un brano composto per sensibilizzare sulla questione palestinese.

Cenerentola - Unused

Tema lirico per Cenerentola non utilizzato durante l'opera. La giovane ragazza non potrà andare al ballo.

Le musiche presenti su questo sito, ad eccezione del brano "Esorcismo di Cenerentola". sono protette dalla L. 633/1941 e s.m.i. e tutelate da SIAE. È consentito esclusivamente l’ascolto personale in streaming e l'utilizzo dei link su altre pagine web/social.
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Esorcismo di Cenerentola

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Le musiche presenti su questo sito, ad eccezione del brano "Esorcismo di Cenerentola". sono protette dalla L. 633/1941 e s.m.i. e tutelate da SIAE. È consentito esclusivamente l’ascolto personale in streaming e l'utilizzo dei link su altre pagine web/social.
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Esorcismo di Cenerentola

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Antonio Ignoto 2025

P.IVA: IT05658230874

info@antonioignoto.it

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